Emma, il chatbot italiano di Egomnia, è durato pochi giorni: le sue risposte assurde hanno inondato i social, rivelando un'ambizione sproporzionata rispetto alle risorse reali dell'azienda.
Credo che la storia di Emma racconti un problema molto più grande di una startup che fallisce. In Italia continuiamo a essere affascinati dal mito del "genio" capace di cambiare tutto da solo, quando l'innovazione nasce quasi sempre da un ecosistema fatto di ricerca, università, capitale paziente e una politica industriale di lungo periodo.
Così finiamo per inseguire chi racconta meglio la propria storia, invece di costruire le condizioni perché centinaia di ricercatori e imprese possano innovare davvero.
La vera politica industriale non consiste nel trovare il prossimo presunto Zuckerberg italiano da finanziare, ma nel creare un sistema capace di riconoscere il merito tecnico, sostenere la ricerca e moltiplicare le opportunità per chi ha competenze reali. Quando uno Stato punta tutto sull'eccezione, spesso finisce per perdere la regola.
Credo che la storia di Emma racconti un problema molto più grande di una startup che fallisce. In Italia continuiamo a essere affascinati dal mito del "genio" capace di cambiare tutto da solo, quando l'innovazione nasce quasi sempre da un ecosistema fatto di ricerca, università, capitale paziente e una politica industriale di lungo periodo.
Così finiamo per inseguire chi racconta meglio la propria storia, invece di costruire le condizioni perché centinaia di ricercatori e imprese possano innovare davvero.
La vera politica industriale non consiste nel trovare il prossimo presunto Zuckerberg italiano da finanziare, ma nel creare un sistema capace di riconoscere il merito tecnico, sostenere la ricerca e moltiplicare le opportunità per chi ha competenze reali. Quando uno Stato punta tutto sull'eccezione, spesso finisce per perdere la regola.
Mi trova non d'accordo, molto di più!
Grazie