Ogni volta che accetti di usare un servizio, stai accettando — spesso senza saperlo — un piccolo ricatto. Piccolo all’inizio. Poi sempre più grande, fino a quando uscirne diventa impossibile o insostenibile.
Si chiama vendor lock-in ed è la forma più subdola di strozzinaggio digitale: quel meccanismo con cui aziende e piattaforme ti attirano dentro il loro ecosistema e poi cambiano le regole, alzano i prezzi, rendono la via d’uscita così costosa da renderla impraticabile.
In questa puntata parliamo di casi reali e documentati: la città di Monaco di Baviera che ha sposato per 15 anni il software libero e ha poi dovuto capitolare spendendo 90 milioni di euro di soldi pubblici; Basecamp, che ha scoperto di stare pagando oltre 3 milioni di dollari l’anno ad Amazon per tenere i propri dati nel cloud e ha deciso di scappare; VMware, acquistata da Broadcom ha applicato aumenti fino al 1000%; Unity, il motore con cui vengono costruiti milioni di videogiochi, che nel 2023 ha tentato di applicare tariffe retroattive scatenando la rivolta degli sviluppatori di tutto il mondo. E poi c’è il lock-in che non ti aspetti: quello delle tue foto sul telefono, dei tuoi ricordi su Google Photos, dei tuoi acquisti su iCloud.
Nel finale, la risposta (parziale e in ritardo) dell’Europa con il Data Act, la normativa che dal 2025 prova a mettere un limite a tutto questo.
Questa puntata è il rovescio della medaglia di una delle Insalate più amate: quella sulla merdificazione, o enshittification — la puoi ascoltare qui:
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