Dal cloud aziendale alle foto sul telefono, dai software gestionali ai motori per videogiochi: il vendor lock-in è il ricatto digitale più diffuso e meno discusso della nostra epoca.
Articolo estremamente interessante. Stiamo diventando troppo legati ad alcuni software e aziende: Microsoft, Google, Samsung, ecc. e la cosa non mi piace per niente, ma liberarci da loro non è affatto facile.
Ottimo articolo come sempre. L'argomento mi interessa perchè lavoro nella PA come responsabile informatico, quindi so bene cosa significhi stare dietro a fornitori che con i loro contratti ti vendono gestionali "chiusi". Proporre loro delle clausole che evitino il lock, sembra al momento molto difficile per via di politiche che osteggiano tale pratica. Nei prossimi contratti prevederò una clausola stringente. Sono proprio curioso
Purtroppo l'unica soluzione è l'opensource, per quanto complessa, faticosa e a volte impossibile, proprio in contesti come la PA dove magari non puoi decidere la piattaforma.
Amo l'open source. Nel mio ente utilizzavamo Libreoffice, più che sufficiente per l'uso quotidiano, ma ora si è deciso di passare alla suite Office 365 di Microsoft.
Nella PA le linee guida Agid affermano che è preferibile adottare soluzioni open, ma si è voluto adottare una soluzione proprietaria, che prevede un canone annuale (sulle spalle dei cittadini) e con il dubbio costante di dove e come verranno trattati i dati che finiranno sul cloud.
Il problema dell'Open è poi avere le competenze interne per gestirlo... la PA? Davvero è in grado di reggere la transizione? Tra l'ideale e la realtà c'è un'arretratezza culturale imbarazzante.
Grazie mille Gabriele (ti do del tu eh, se sbaglio dimmelo).
Sai che da tecnico non vedo più tante difficoltà nella gestione di software e sistemi open? Fino a qualche tempo fa era certamente così, ma oggi c'è ampia disponibilità di sistemi con interfacce semplici e supporto di ottimo livello. E la compatibilità ha fatto enormi passi avanti da quando si è cominciato a portare tante cose sul web. Certo non è una passeggiata, anche perché di mezzo c'è la maledetta abitudine, però oggi credo sia sicuramente più semplice rispetto a dieci anni fa.
Fai benissimo, è un piacere. E sono d'accordo che il livello richiesto si sia abbassato radicalmente, ma a mio parere ancora non ha incrociato la media disponibile negli uffici pubblici.
Magari in 5 anni ce la faremo... ma 5 anni sono tanti
Articolo estremamente interessante. Stiamo diventando troppo legati ad alcuni software e aziende: Microsoft, Google, Samsung, ecc. e la cosa non mi piace per niente, ma liberarci da loro non è affatto facile.
Ottimo articolo come sempre. L'argomento mi interessa perchè lavoro nella PA come responsabile informatico, quindi so bene cosa significhi stare dietro a fornitori che con i loro contratti ti vendono gestionali "chiusi". Proporre loro delle clausole che evitino il lock, sembra al momento molto difficile per via di politiche che osteggiano tale pratica. Nei prossimi contratti prevederò una clausola stringente. Sono proprio curioso
Purtroppo l'unica soluzione è l'opensource, per quanto complessa, faticosa e a volte impossibile, proprio in contesti come la PA dove magari non puoi decidere la piattaforma.
Grazie mille per il commento Giuseppe
Amo l'open source. Nel mio ente utilizzavamo Libreoffice, più che sufficiente per l'uso quotidiano, ma ora si è deciso di passare alla suite Office 365 di Microsoft.
Nella PA le linee guida Agid affermano che è preferibile adottare soluzioni open, ma si è voluto adottare una soluzione proprietaria, che prevede un canone annuale (sulle spalle dei cittadini) e con il dubbio costante di dove e come verranno trattati i dati che finiranno sul cloud.
Ecco, appunto. 😓
Il problema dell'Open è poi avere le competenze interne per gestirlo... la PA? Davvero è in grado di reggere la transizione? Tra l'ideale e la realtà c'è un'arretratezza culturale imbarazzante.
Ps. grande articolo, super
Grazie mille Gabriele (ti do del tu eh, se sbaglio dimmelo).
Sai che da tecnico non vedo più tante difficoltà nella gestione di software e sistemi open? Fino a qualche tempo fa era certamente così, ma oggi c'è ampia disponibilità di sistemi con interfacce semplici e supporto di ottimo livello. E la compatibilità ha fatto enormi passi avanti da quando si è cominciato a portare tante cose sul web. Certo non è una passeggiata, anche perché di mezzo c'è la maledetta abitudine, però oggi credo sia sicuramente più semplice rispetto a dieci anni fa.
Grazie mille per il commento e per aver letto!
Fai benissimo, è un piacere. E sono d'accordo che il livello richiesto si sia abbassato radicalmente, ma a mio parere ancora non ha incrociato la media disponibile negli uffici pubblici.
Magari in 5 anni ce la faremo... ma 5 anni sono tanti