Un Paese al centro delle rotte digitali mondiali, corteggiato dai giganti del cloud. Ma tra promesse miliardarie e limiti energetici, capire se sarà realtà o miraggio è tutt’altra storia.
arrivo in ritardo. Sono gli altri che devono puntare sulla nostra posizione geografica. La nostra politica investe sul ponte dello Stretto, ovvero risaldare alleanze con la manovalanza locale. Che è stata determinante con le vittorie dell'estrema destra di oggi. Ci ritroviamo ad essere vittime e non artefici del nostro destino. Allora, appena usciti da nemici redenti nel coalizzarsi contro il blocco sovietico, De Gasperi chinò il capo per ricostruire il paese. Oggi, da figli degli anni 60, non ci accorgiamo che politicamente non contiamo nulla. Eppure avremo tanto su cui trattare. Su cui farci valere. Ci vorrebbe una classe politica meno social e più attenta ai bisogni del paese che governa, più vicina ai valori della Costituzione che ha giurato di rispettare. Appunto, festeggiamo il 4 luglio. PS se vuoi cancellare il commento, Franco, no problem :)
Tutto corretto, ma non so quanto lo vedrei come un vantaggio.
1. La proprietà dei data center, se frutto della joint venture di investimento pubblico/privato di imprese tech USA o estere rimane estero. Se i dati vengono storati li, passano di lì, la sovranità digitale italiana rimane comunque nulla.
2.I data center come si dice giustamente nel pezzo sono dei divoratori di energia, acqua e corrente elettrica: e questa la fornisce l'Italia! Se c'è disponibilità bene. Ma se la rete non è adatta a gestire la necessità di questi "divoratori di energia" potrebbe avere ripercussioni sull'intero mercato energetico del paese Italia.
In parole povere: usano il suolo e la posizione strategica del paese Italia, na con quali vantaggi a lungo termini per il paese? Qualche posto di lavoro durante la costruzione dei centri (che poi a costruzione ultimata svaniscono) e il miraggio (forse???) di attirare altri investimenti?
Sicuramente questo é un ottimo punto di vista di cui ti ringrazio.
Può essere che alla fine si rivelerebbero opere più utili alle Big tech estere che al paese che le ospita, ma potrebbe essere pure che questa capacità di calcolo verrebbe sfruttata dal paese steso. Chiaro che non si tratterebbe di capacità di calcolo “sovrana”, ma diventare vitali per questi giganti credo sia sempre meglio a livello strategico che non il contrario.
Comunque si tratta di speculazioni, effettivamente nessuno lo sa.
arrivo in ritardo. Sono gli altri che devono puntare sulla nostra posizione geografica. La nostra politica investe sul ponte dello Stretto, ovvero risaldare alleanze con la manovalanza locale. Che è stata determinante con le vittorie dell'estrema destra di oggi. Ci ritroviamo ad essere vittime e non artefici del nostro destino. Allora, appena usciti da nemici redenti nel coalizzarsi contro il blocco sovietico, De Gasperi chinò il capo per ricostruire il paese. Oggi, da figli degli anni 60, non ci accorgiamo che politicamente non contiamo nulla. Eppure avremo tanto su cui trattare. Su cui farci valere. Ci vorrebbe una classe politica meno social e più attenta ai bisogni del paese che governa, più vicina ai valori della Costituzione che ha giurato di rispettare. Appunto, festeggiamo il 4 luglio. PS se vuoi cancellare il commento, Franco, no problem :)
Ma pensa te se lo cancello Massimo, i tuoi commenti vale sempre la pena leggerli! <3
Ho una idea
Costruiamo il ponte sullo stretto con i rack
Sono già in acqua per cui raffreddati, alimentano l'AI e ci passano sopra pure i camion
Il massimo della convergenza tech
Benvenuto, Silicon Bridge
Ahahah ho riso molto.. il nome poi è spettacolare!
Tutto corretto, ma non so quanto lo vedrei come un vantaggio.
1. La proprietà dei data center, se frutto della joint venture di investimento pubblico/privato di imprese tech USA o estere rimane estero. Se i dati vengono storati li, passano di lì, la sovranità digitale italiana rimane comunque nulla.
2.I data center come si dice giustamente nel pezzo sono dei divoratori di energia, acqua e corrente elettrica: e questa la fornisce l'Italia! Se c'è disponibilità bene. Ma se la rete non è adatta a gestire la necessità di questi "divoratori di energia" potrebbe avere ripercussioni sull'intero mercato energetico del paese Italia.
In parole povere: usano il suolo e la posizione strategica del paese Italia, na con quali vantaggi a lungo termini per il paese? Qualche posto di lavoro durante la costruzione dei centri (che poi a costruzione ultimata svaniscono) e il miraggio (forse???) di attirare altri investimenti?
E grazie dello spunto interessante!
Sicuramente questo é un ottimo punto di vista di cui ti ringrazio.
Può essere che alla fine si rivelerebbero opere più utili alle Big tech estere che al paese che le ospita, ma potrebbe essere pure che questa capacità di calcolo verrebbe sfruttata dal paese steso. Chiaro che non si tratterebbe di capacità di calcolo “sovrana”, ma diventare vitali per questi giganti credo sia sempre meglio a livello strategico che non il contrario.
Comunque si tratta di speculazioni, effettivamente nessuno lo sa.
Grazie mille Luka!
Molto interessante. Grazie, Franco.
Grazie a lei Vania
Eh no, eravamo al “Tu” ☺️
Confesso che il dubbio mi era venuto :-)
☺️☺️
Puntata molto interessante! Grazie per l'approfondimento
Sempre un onore Luigi